martedì 26 ottobre 2010

Mons. Crociata interviene al Consiglio nazionale dell’AC


S. E. Mons. Mariano Crociata, Segretario generale della CEI, è intervenuto questa mattina ai lavori del Consiglio nazionale dell’Azione Cattolica, in programma a Roma presso l’Aula Barelli della Domus Mariae (via Aurelia, 481). Mons. Crociata ha tenuto una riflessione sul tema degli Orientamenti pastorali della CEI per il prossimo decennio, intitolati “Educare alla vita buona del Vangelo” e la cui pubblicazione è ormai imminente. Nel suo intervento, il Segretario generale della Cei ha sottolineato come «l’educazione cristiana non è altro dallo sviluppo integrale della persona». E se la Chiesa italiana ha deciso puntare sulla sfida educativa non è solo per «gli evidenti caratteri di emergenza» della situazione attuale, ma anche perché «non è più tollerabile una visione individualistica dell’uomo», in cui si nega che la persona si realizza in pieno «quando si apre all’infinito e alle dimensioni ultime». Mons. Crociata ha presentato il messaggio contenuto nei prossimi Orientamenti pastorali nella sede del Consiglio nazionale dell’Azione cattolica, l’associazione laicale che ha tra i propri fini statutari la scelta educativa e la formazione delle coscienze nelle parrocchie. «Quella di accompagnare persone di tutte le età alla vita e alla fede è l’impegno fondante dell’associazione – dice il presidente nazionale Franco Miano - , e oggi siamo pronti a rinnovarlo, con fiducia e serietà, insieme a tutta la Chiesa e all’intero mondo dell’associazionismo cattolico». Un documento, quello dei vescovi italiani, atteso non solo all’interno della Chiesa ma anche nella società civile. «Un testo meditato e pensato a lungo», sottolinea mons. Crociata, che aggiunge come «l’Italia sia una cosa sola anche dal punto di vista religioso ed ecclesiale». L’educazione, continua il segretario, è già e sarà ulteriormente lo «sbocco naturale» e «l’attenzione ordinaria» all’interno della quale le diocesi potranno «esprimere la loro soggettività e operare il proprio discernimento». Ma la cornice, insiste, «è unica per tutti». Ciò vuol dire condividere i tratti comuni dell’attuale «emergenza educativa»: ovvero, sintetizza Crociata, quella «lacerazione che interrompe il rapporto tra le generazioni, logora il tessuto sociale, scompone le dimensioni costitutive della persona». E qui si giunge al fine principale dell’azione educativa: «Guardiamo ad un umanesimo integrale e trascendente, in cui la persona si realizzi nella relazione con sé stessa, con gli altri, con il mondo». La vita cristiana, insomma, «non è una limitazione della propria libertà e autonomia, al contrario è espressione di umanità piena e compiuta, sul modello di Gesù». L’appello è dunque a «non scindere l’educazione cristiana da una visione cristiana dell’educazione», a cercare di conseguenza agganci e reti con tutte le altre agenzie che si occupano della crescita dei bambini, dei giovani, degli adulti. Infine, l’appello all’Azione cattolica perché sulla scia della propria storia e del suo impegno di sempre «collabori attivamente nelle diocesi e nelle parrocchie alla programmazione concreta di itinerari che medino gli Orientamenti». Nel momento in cui la Chiesa italiana all’unisono assume l’attuale emergenza educativa, conclude Crociata, per l’Ac si apre «uno spazio importante per rinnovare la propria vocazione originaria e per favorire le relazioni tra persone, tra gruppi e tra istituzioni». E il presidente dell’Azione Cattolica, Miano, raccoglie l’auspicio: «è un momento intenso per l’Ac: sabato prossimo 80mila ragazzi e giovanissimi incontreranno il Santo Padre a Roma, in questi giorni abbiamo tenuto la finestra sempre aperta sul Sinodo e sulla Settimana sociale. Ora avvertiamo tutta la bellezza e la complessità di una sfida, quella educativa, che interpella la vita ordinaria delle persone e delle comunità». Roma, 23 ottobre 2010

sabato 23 ottobre 2010

"UOMINI NUOVI" CAPACI DI DARE SPERANZA AL PAESE



Costruire un’agenda di speranza per il Paese. Con questo scopo i 1200 delegati di tutte le Diocesi d’Italia hanno partecipato alla Settimana Sociale dei Cattolici Italiani. Un evento a cui hanno voluto dare il loro sostegno e contributo il Santo Padre Benedetto XVI ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. La Diocesi di Piazza Armerina ha contribuito alla straordinaria e partecipata assise nazionale tramite Enzo Madonia, già direttore della Pastorale Giovanile ed attuale componente della direzione nazionale del Movi, Salvatore Giugno direttore dell’ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro e Gugliemo Borgia presidente dell’Azione Cattolica Diocesana. Un contributo importante dalla Diocesi di Piazza Armerina arriva grazie all’impegno di primo piano del Vescovo Mons. Michele Pennisi componente del Comitato Nazionale Scientifico e Organizzatore della Settimana Sociale. Quattro giornate intense dal 14 al 17 ottobre 2010 a Reggio Calabria per riflettere e provare a declinare insieme il Bene Comune. I lavori sono stati improntati sul discernimento aiutato dalla preghiera che hanno aiutato a vivere tutte le giornate ed i momenti in spirito di comunione fraterna. Le realtà ecclesiali presenti sono state in grado di confrontarsi esprimendo una sola Chiesa. Non c’è stato spazio, dunque, per autoreferenzialità, sigle, protagonismi sterili ma una partecipazione attiva, ordinata, curiosa, intelligente, creativa... I delegati sono stati impegnati in cinque laboratori per provare a declinare le priorità del Paese: impresa, educazione, immigrazione, mobilità sociale e politica. Fondamentale sarà ora attivare un lavoro di rete, di collaborazione tra organismi pastorali, istituzioni, enti locali, agenzie educative e formative, terzo settore, capaci di pensiero nuovo e azione nuova con l’intento di promuovere il BENE COMUNE. La principale sfida che ci aspetta è, dunque, culturale e non semplicisticamente solo economica. In tale contesto si dà voce all’esperienza del Progetto Policoro ed allo stile della cooperazione che deve diventare il modello ordinario di cui ha bisogno il nostro territorio, un paradigma fondato sui principi della Dottrina Sociale della Chiesa: solidarietà e sussidiarietà. Le conclusioni, frutto del lavoro delle giornate sono affidate al presidente del Comitato scientifico e organizzatore, il vescovo di Ivrea Arrigo Miglio e sono molto chiare:-«La prima chiamata è quella alla responsabilità, ce lo chiede il Vangelo, ce lo chiede il Santo Padre nel suo messaggio». «In particolare – ha sottolineato Miglio – i cattolici laici sono chiamati all’impegno politico, a tutti i livelli, cominciando dal proprio territorio,…». La seconda chiamata, ha detto il presidente della Settimana, è quella che porta i cattolici «a crescere nella vera unità per essere efficaci ed incisivi nel servizio al bene comune per una cultura dell’uomo, della vita, della famiglia che sia fonte di uno sviluppo autentico, perché fondato sul rispetto assoluto e totale della vita e della persona, ogni vita e ogni persona». Si tratta, continua, di «superare totalmente vecchie e nuove ideologie e nostalgie, imparando a cogliere sempre meglio anche la relazione esistente – e ben illustrata in questa Settimana – tra cultura e sviluppo economico, a cominciare dalla situazione demografica». Responsabilità e unità conducono alla «speranza affidabile» – terza «chiamata» della Settimana Sociale – « Siamo chiamati a essere noi i primi, in Italia, a guardare al futuro senza paura, con speranza; quelli che guardano verso un orizzonte di vita e non di declino. È proprio il caso di riprendere le parole di don Sturzo: la speranza ci rende "liberi e forti"». Un’attenzione particolare viene riservata ai GIOVANI-numerosi all’assise di Reggio-, «perché possano sognare e progettare, perché non restino sulla piazza ad aspettare. Hanno già bruciato troppe ore della loro "giornata" senza ricevere una proposta vera e coraggiosa ma con la loro presenza e con le loro attese, ci dicono di fare presto a rendere visibile, operante, efficace, una proposta di pensiero e di vita diversa da quelle che respirano giorno e notte. È proprio questa urgenza che ci chiede di essere uniti e responsabili, per non disperdere la ricchezze di persone e di idee che abbiamo incontrato in questa Settimana e lungo tutto il percorso di preparazione». Dunque, una straordinaria esperienza che chiama tutti a non seguire l’ansia del tutto e subito, ma la pazienza del seminatore e la costanza del tessitore. Nei prossimi mesi sarà pubblicato il documento finale, da questo testo bisognerà ripartire per continuare, in Diocesi, il nostro impegno comunitario, quel cammino di opere, piccole o grandi, utili a costruire la città per l’uomo.

Enzo Madonia-Salvatore Giugno-Guglielmo Borgia

martedì 12 ottobre 2010

AGENDA DI SPERANZA DEI GIOVANI DI AC, DEL MSAC E DELLA FUCI







Giovani cattolici nell’Italia di oggi. Speranza per il futuro del Paese?

I giovani e gli studenti di Azione Cattolica e gli universitari della Fuci vogliono dunque contribuire alla Settimana sociale dei cattolici proponendo una rinnovata alleanza educativa che permetta ai giovani di costruire un proprio compiuto progetto di vita e fornisca loro gli strumenti spirituali, culturali emateriali per dare il proprio contributo alla città dell’uomo. Una proposta educativa che sia all’altezza dei sogni dei giovani.

In continuità con il Documento di sintesi del “Forum nazionale dei giovani verso le Settimane sociali” e raccogliendo l’invito del Documento preparatorio per la 46ª Settimana sociale, questo testo vuole offrire un contributo alla riflessione che la Chiesa italiana sta conducendo intorno al tema del bene comune. Si tratta di alcune questioni che, come giovani, ci stanno particolarmente a cuore e che riteniamo prioritarie per la ripresa e la crescita morale e materiale del Paese. (leggi tutto il documento)