mercoledì 4 luglio 2012

l'eredità di Pier Giorgio

Il 4 luglio ricordiamo il beato Pier Giorgio Frassati, giovane di Ac che ancora oggi scalda i cuori e motiva ad un servizio generoso e appassionato per gli ultimi. La sua regola di vita, "lasciarsi coinvolgere", è un monito contro l'indifferenza e l'isolamento. Isabella Brianza, vicepresidente Giovani diocesi di Torino
Guardando alla testimonianza di vita di Pier Giorgio Frassati nel giorno della sua morte, gli chiediamo di illuminarci e di poter sperimentare l’apertura del cuore da lui incarnata, spiraglio prezioso per entrare veramente in contatto con le persone e la realtà intorno a noi.
Oggi più che mai noi giovani, nelle insicurezze che minacciano la nostra capacità di sognare il futuro, nell’opacità del disinteresse per il bene comune, nell’apatia che ogni tanto ci appartiene e spesso vediamo intorno a noi, abbiamo bisogno di questo anelito di vita. Già, un anelito forte, profondo, per una vita “presa”, gustata, vissuta fino in fondo. Ma come? Lasciandoci coinvolgere pienamente, dai fratelli, dalla società, dal mondo, ma soprattutto lasciandoci prendere dentro da quel fuoco che solo Lui può fare ardere in noi.
Pier Giorgio aveva questa capacità straordinaria di darsi completamente, in ogni ambito di vita, a cominciare dalla vita spirituale, il vero fuoco, riparo e sostentamento della sua vita. Egli mette al centro l’eucarestia quotidiana e si accosta la Parola di Dio direttamente, senza intermediari, facendone la vera principale fonte della propria spiritualità.
Sebbene si portasse addosso la fama di studente non così brillante, Pier Giorgio è consapevole che per fare bene un mestiere occorre competenza: non sottovalutiamo dunque l’importanza di studiare e formarci al meglio, perché ne conseguirà la nostra adeguatezza nel mondo del lavoro. E poi ancora l’impegno incessante nel servizio: sia nel circolo “Milites Mariae” della Gioventù Cattolica (ramo maschile dell’associazione dell’epoca), sia al servizio dei più poveri e con una dedizione totale agli amici.
Lasciarsi coinvolgere nel tempo e nello spazio che abitiamo: nel “qui ed ora” che interpella proprio ciascuno di noi, di fronte al quale Pier Giorgio non ha esitato a rispondere un sonoro SI! Non dobbiamo avere paura a vivere desideri alti, a cercare il Signore con tutte le nostre forze, ad incarnare impegno incessante: in Pier Giorgio c’è una risposta consapevole, un “sì” continuamente confermato. C’è un impegno di fedeltà, perseguita ad ogni costo, pagando prezzi anche alti, certo onerosi, ma necessari sapendo qual è la meta: vivere non vivacchiare!  (notizia tratta dal sito www2azionecattolica.it)

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