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giovedì 14 febbraio 2013

Mario sturzo: un Vescovo educatore



     Mons. Mario Sturzo(1861-1941) è stato una figura poliedrica di vescovo, educatore, filosofo, pedagogista, poeta, maestro di spiritualità, uomo di profonda cultura, radicato nella tradizione ecclesiale ma anche aperto al dialogo con la società contemporanea. Prima da prete a Caltagirone e poi da vescovo a Piazza Armerina considerò primario il tema dell'educazione per la formazione delle persone con cui entrò in contatto.


          Ha scritto Umberto Chiaramente:  "Come il fondatore del PPI fu "maestro della società civile con le sue pubblicazioni tese ad educare alla democrazia, alla libertà, ai diritti e ai doveri della cittadinanza, così il vescovo Mario non tralasciò di educare con i congressi parrocchiali, con i corsi di esercizi spirituali agli uomini, con le numerose lettere pastorali... In sintesi, in don Luigi Sturzo tanto il sacerdozio quanto l'attività di amministratore pubblico non furono mai scissi, così come nel vescovo Mario la missione pastorale e quella di studioso ebbero un unico fine: migliorare l'istruzione e la preparazione della popolazione "per condurla alla fede risanando il pensiero e formando ad una vita migliore".

La famiglia
      I fratelli Sturzo, grazie all'impostazione di vita cristiana data dai genitori, Felice Sturzo e Caterina Boscarelli, ebbero la fortuna di trovarsi in un ambiente familiare moralmente sano e impregnato di spiritualità. Non deve meravigliare quindi che si riscontri in tutti i figli la vocazione alla perfezione cristiana.
       Mario e Luigi assieme alle sorelle Margherita, Remigia ed Emanuela - quest'ultima chiamata con il diminutivo di "Nelina" e gemella di Luigi - , contribuirono a rendere il loro nucleo sempre più sicuro nei principi cristiani e, specialmente, in quell'amore che si traduceva in dedizione reciproca e in efficace strumento per affrontare e risolvere gli immancabili problemi e i difficili momenti di ogni nucleo familiare. (Continua...)

MESSAGGIO ALLA DILETTA CHIESA DI PIAZZA ARMERINA




Carissimi fratelli e sorelle amati dal Signore,
ho accolto la scelta del Santo Padre di nominarmi Arcivescovo della Chiesa di Dio pellegrina in Monreale con comprensibile trepidazione e commozione, perché è assai grande il sacrificio che mi è stato chiesto di lasciare questa Chiesa di Piazza Armerina, che ho cercato di amare con tutto me stesso e di servire per quanto ne sono capace per oltre un decennio.
In questi anni sono stato sostenuto, nonostante le mie deficienze e fragilità, dalla certezza espressa nel motto del mio episcopato "charitas Christi urget nos"( 2 Cor 5,14), che l’amore di Gesù Cristo non mi abbandona ma mi possiede e mi spinge a vivere non più per me stesso , ma per Lui che è morto e risorto per me.
In questi anni ci siamo conosciuti, accolti , stimati e voluti bene. Abbiamo rivissuto insieme l’avventura dell'incontro e della sequela di Gesù Cristo, nella vita della nostra Chiesa.
Conserverò per tutta la vita una gratitudine grande a tutti voi, che siete stati miei collaboratori e mi avete consentito di fare un’esperienza indimenticabile di fede e di carità pastorale.
Non è possibile ricordare in modo preciso tutti i momenti di questi dieci anni: gli incontri personali con molti di voi presbiteri diaconi, seminaristi e fedeli laici; le visite pastorali alle parrocchie, alle scuole, alle fabbriche,alle carceri, agli ospedali e ai malati nelle case; le visite ai nostri missionari in Perù e in Brasile; l'amministrazione delle cresime, la partecipazione alle feste patronali, i convegni diocesani ; gli incontri con i giovani e le famiglie,i catechisti e i volontari della Caritas; i membri degli Istituti di Vita consacrata e i ministri straordinari dell’eucaristia; le confraternite e le aggregazioni laicali; gli incontri pubblici di carità e di cultura dove ho avuto modo di incontrare le autorità civili e militari, i sindacalisti, gli uomini di cultura, gli immigrati, i poveri.
Chiedo perdono per tutti quei momenti in cui i miei limiti personali hanno reso meno limpida l'esperienza della fede e la testimonianza della carità pastorale.
Accompagnatemi in questo momento e in futuro con la vostra preghiera. Colgo l’occasione per rinnovare il mio grazie a tutti nel vincolo di comunione che ormai definitivamente mi lega a ciascuno di voi , per i quali sono stato padre, fratello e amico.
Vi benedico tutti di cuore.
Piazza Armerina, 8 febbraio 2013
+ Michele Pennisi
Amministratore Diocesano della Diocesi di Piazza Armerina
Arcivescovo eletto di Monreale